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La prima ristrutturazione dell’unica Fossa granaia di Foggia giunta ai giorni nostri, fu eseguita per la prima volta nel 2000, per iniziativa dello stesso Lions Club Foggia Umberto Giordano. A dieci anni di distanza, l’incuria dell’amministrazione comunale ha reso necessario un ulteriore intervento di restauro. La Fossa del grano è sita sul piazzale della Chiesa di San Giovanni, proprio davanti ai tre archi del palazzo di Federico II, attuale sede del Museo Civico.

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“Senza memoria non possiamo pretendere di avere un futuro”. Lo ha affermato il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, intervenendo alla cerimonia di riconsegna della Fossa Granaia situata dinanzi la chiesa di San Giovanni Battista, riconsegnata alla città ripulita e nuovamente illuminata grazie a una collaborazione tra il Comune di Foggia, l’Amica Spa e il Lions Club “U. Giordano”.
“Una città che sta cercando di costruire un futuro migliore” ha spiegato il primo cittadino “non può non partire dalla propria memoria. Questo monumento, che raccoglie la storia, la tradizione, l’economia della nostra città è un un punto di partenza importante per un ideale percorso artistico e culturale che parte da via Arpi e raccoglie in sè la memoria di Foggia. Un monumento che era diventato impresentabile per certi aspetti e che grazie all’impegno del Lions e dell’Amica, che riesce a dare un contributo anche in un momento di difficoltà, ora torna a essere un pezzo importante della nostra storia”.
La manifestazione, durante la quale il Lions Club “U. Giordano” ha consegnato al Museo Civico una teca per raccogliere alcune monete d’argento, è stata anche occasione per una riflessione sulla funzione del contenitore culturale del Comune. “Il Museo” ha detto Mongelli “rappresenta un vero e proprio gioiello della città, uno scrigno di ricchezze di immenso valore per tutta la comunità. Invito la città a riprendersi il proprio museo e a viverlo. Noi faremo di tutto per rendere la struttura fruibile il più possibile”
Alla cerimonia è intervenuto anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Foggia, Rocco Laricchiuta, che ha evidenziato come “il recupero della fossa non è funzionale a noi amministratori, ma è utile alla città, ai ragazzi, perché è un pezzo importante della storia che, deve essere lasciato in eredità alle giovani generazioni, che dovranno prendersene cura e tutelarlo come un bene fondamentale e un patrimonio unico per tutta la nostra cittadinanza”.
di Redazione

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